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Opere d'Arte : Chiuse

Le chiuse fanno parte integrante del paesaggio fluviale, fanno persino parte del folklore della navigazione sui canali e sui fiumi. Indispensabili alla navigazione e vere e proprie opere d’arte, sono spesso l’occasione per nuovi incontri e scoperte. Numerose chiuse sono ancora abitate e i loro proprietari non esitano a decorarle di fiori con buon gusto. Le chiuse sono divenute, poco a poco, una delle numerose bellezze della navigazione fluviale.

Un Principio semplice...

La parola « chiusa » significava in latino « acque separate » : Aqua Exclusa. Le chiuse sono opere d’arte idraulica che permettono alle barche di navigare tra due parti navigabili (due tronchi) di livelli diversi, collegandoli. Una vasca, isolata da due porte, nella quale si può far variare il livello d’acqua, permette alle barche di risalire un forte dislivello del corso d’acqua o di ridiscenderlo.

Animation du passage d ecluse


Un po' di storia…

Anche se il principio esisteva già, è solo dalla fine del Medioevo che le chiuse moderne hanno fatto la loro apparizione nei corsi d’acqua europei.
  • Lo sbarramento

Il sistema di sbarramento esiste da più di 2000 anni per irrigare e alimentare i mulini o per mantenere un livello d’acqua sufficiente nelle parti navigabili. È la necessità delle barche di attraversare questi sbarramenti che ha portato alla creazione di piccole “porte scolmatici” (in francese “portes déversoir”= “pertuis”). Pericoloso nonostante la sua piccola altezza (da 50 cm a 2m) a causa della portata creata e dello spreco di acqua, questo sistema è stato presto rimpiazzato da sistemi più evoluti.
  • Il bacino a "portes marinières :

A partire dal 15° secolo, i bacini a “ portes marinières” compaiono poco a poco sui corsi d’acqua europei. Infatti questi bacini sono in realtà un riaccostamento di due strozzamenti che permettono di risparmiare l’acqua dispersa a ogni passaggio. Questo sistema, oggi scomparso, è chiamato “paleo-chiusa” perché è il diretto ancestrale delle chiuse moderne.
  • Ecluses - BanniereL’ingegneria al1 servizio delle chiuse moderne…

A partire dal Rinascimento alcuni ingegneri olandesi e italiani, tra i quali Leonardo da Vinci, perfezionarono questo sistema lavorando specialmente sui battenti e sulla pressione che subiscono. Progressivi miglioramenti (porte a ghigliottina poi arcuate, saracinesche a farfalla e, a partire dal 19° secolo, cilindriche) permettono di equilibrare la pressione sulle porte e la costruzione di chiuse sempre più maneggevoli e sempre più alte (5m e più). L’ altezza dello sbarramento è tuttavia limitata a circa 25m dai bisogni di alimentazione del canale, dal suo volume di navigazione e, di conseguenza, dal numero di “bassinées” (volume d’acqua necessario per il passaggio delle chiuse). Si trovano, tuttavia, alcune opere che superano i 30m in Portogallo e in Russia sulla Dniepr (37m).

Le diverse forme delle chiuse :

Le prime chiuse ovali erano in legno: la forma ovale permetteva di resistere alla pressione del terreno e di far passare più barche nello stesso tempo. Si trovano queste chiuse, ora rivestite in pietra, sul Canal du Midi, ma anche in Spagna, Italia e Scandinavia.

La forma rettangolare è la più diffusa e l’invenzione del cemento armato, il suo utilizzo e la sua facile manutenzione, ha considerevolmente accelerato il suo sviluppo. Il Canal de Briare è stato uno dei primi ad accogliere le chiuse rettangolari.

Si osservano anche delle chiuse rotonde, la cui forma è dovuta al terreno. A Agde questa chiusa unica al mondo costruita da Pierre Paul Riquet nel 1680 permette di collegare con la stessa vasca ben 3 corsi d’acqua: l’Herault, il Canal du Midi e il Canal Maritime. Situati tra il canale laterale alla Loira e l’Allier, i corsi d’acqua erano quasi uno a fianco dell’altro, la chiusa rotonda dei Lorrains permetteva un tempo alle barche di effettuare una rotazione completa nella vasca al fine di dirigersi verso l’uscita. Oggigiorno non è utilizzata che per bisogni di alimentazione dei corsi d’acqua.

I diversi sistemi di chiuse :

  • Chiusa con porta a sollevamento (detta « a ghigliottina »)

Apparsa in Cina verso l’anno 1000, ma solamente per una delle due porte, fu realmente utilizzata solo dal 15° secolo in uno dei canali di Milano (il Naviglio Grande). Difficili da manovrare, queste porte sono oggi utilizzate unicamente per le porte avales di alcune chiuse alte come a Arzviller o sul Rodano.
  • Ecluse à portes pivotantes ou « portes secteur » (A)

Questo sistema, sperimentato già nel 17° secolo ma poco diffuso, si basa su doppie porte le cui curvature annullano la pressione dell’acqua e che oscillano su un asse verticale.

Ecluse a portes busquees et portes secteur

  • Chiuse a porte arcuate (B)

Il principio si basa su una doppia porta che, una volta chiusa, si oppone al flusso dell’acqua. Creata nel 15° secolo, è stata migliorata tramite ulteriori invenzioni come il sistema di manovra e i « ventelles », piccole finestre in fondo alle porte che permettono di equilibrare la pressione e di facilitare l’apertura delle stesse. Questo sistema è oggi il più diffuso in tutti i canali del mondo.

Gli altri sistemi :

Ecluses - Fonseranes

Le chiuse sono ideali per il superamento di dislivelli medi (da 1 a 25m).

Tuttavia, anche altri dispositivi sono stati creati per permettere i superamenti. Tra questi i più importanti sono :

  • Le scale di chiuse: più chiuse di seguito, come a Fonserannes (Midi)
  • I pendii d’acqua: corridoio d’acqua fermato da uno scudo mobile come a Montech o a Fonserannes (in parallelo alla scalinata)
  • I piani inclinati : vasca (in acqua o a secco) orizzontale issata su un piano inclinato, come a Arzviller
  • Ascensore per barche : vasca d’acqua issata in verticale come in Belgio, nel Canal du Centre, l’ascensore funicolare gigante di Strépy-Thieu.

 
 

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